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Corfù attrazioni turistiche

Corfù  la localita kanoniL'antica Corfù è stata scoperta durante la demolizione della fortezza veneziana di San Salvatore nel 1843, in un'area che la popolazione locale chiama Paleopoli, sulla stessa penisola in cui sorge
Kanoni. E' nota con il nome di Chersoupolis, attribuitole dai Corinzi nell'ottavo secolo AC. Il muro che circonda la città da tre lati (realizzato nel 4° secolo AC), è stato costruito in modo tale da circondare il porto di Alcinoo (l'attuala Baia di Garitsa) a nord, la laguna di Chalkiopoulos, conosciuta anche come baia di Chelaios ad ovest ed il lembo di mare di Mon Repo ad est.
Il mercato cittadino era invece costruito a nord dell'attuale baia di Garitsa.
L'acropoli venne eretta nella posizione in cui si trova oggi Analipsi. L'unica torre esistente dell'antico muro di cinta era situata all'ingresso del porto di Alcinoo, ed oggi le sue fondamenta sono parte della chiesa di Agios Athanasios. Non lontano dal cimitero si può vedere la torre della Neratziha dove sorge la chiesa della Vergine Maria al cui interno è conservata ancora oggi la statua della Madonna.In questo luogo ci sono anche tracce dell'antico acquedotto.
Nella zona di Garitsa, gli archeologi hanno scoperto tracce di tombe di epoca arcaica e classica che facevano parte dell'antico cimitero della città. Tra queste la più significativa è la statua di Menekratis. La flotta navale della città trovava rifugio all'interno della ben protetta baia di Chelaios.
L'ingresso della baia è formato da due isolette, una che presenta sulla sommità la chiesa di Vlaherna, posta di fronte alla verde Pontikonissi. La città è caratterizzata dalla presenza di molti templi di diverse dimensioni, sparsi un po' ovunque, costruiti dagli antichi abitanti di Corinto e di Evia. I monumenti più grandi ed importanti, costruiti tra il 7° e 6° secolo AC, sono il Tempio di Hera, Diana e Kardaki – quest'ultimo costruito in onore di Apollo, e il Tempio di Dioniso. Reliquie e ritrovamenti provenienti da questi templi sono attualmente esposti presso il Museo Archeologico locale.


Kanoni: La località di Kanoni, conosciuta in tutto il mondo, si trova a sud della penisola di Paleopoli.
Deve il suo nome al fatto che qui venne insediata una batteria di artiglieria da parte dell'esercito francese nel 1798.
Uno dei cannoni della batteria è ancora oggi presente vicino al chiosco turistico. Di fronte a Kanoni si trova il il Monastero di Vlaherna, collegato alla terraferma da un pontile in muratura costruito nel 17° secolo. Da lì si può visitare Pontikonissi. Vuole la leggenda che questo isolotto sia la nave dei Feaci che dopo aver condotto Ulisse ad Itaca rimase qui pietrificata.
Un'altra leggenda sostiene invece che questa rocca fu il luogo in cui naufragò Ulisse durante una tempesta.
Sull'isola di Pontikonissi si trova la cappella bizantina di Pantokrator. La spettacolare vista offerta da Kanoni avrebbe ispirato il pittore tedesco Boeklin per il suo celebre dipinto “L'isola dei morti”.
Da questa località si gode una delle viste più affascinanti dell'isola, ed è qui che da sempre si danno appuntamento gli amanti per romantiche passeggiate.

Palazzi

Mon Repo si trova nello stesso luogo dell'antica città, a circa 3 chilometri dal capoluogo dell'isola.
Inizialmente era una grande residenza estiva, fatta costruire per l'alto commissario inglese F. Adam. In seguito divenne la residenza estiva della famiglia reale greca. Nella zona circostante Mon Repo si sono fatte due interessanti scoperte: nel 1822 il tempio di Esculapio (risalente al 6° secolo AC), e nel 1912-1914 l'altare della Dea Diana (risalente al 7° secolo AC). A Mon Repo si può godere di una splendida vista sulla collina di Analipsi, sulle rovine dell'antica città e sulla basilica di Paleopoli. La spiaggia di Mon Repo è molto bella, ed attrae molti turisti durante la stagione estiva.


Achillion: Il palazzo di Achillion è stato costruito tra il 1888 ed il 1891 dall'architetto italiano Carito per conto dell'imperatrice Elisabetta d'Austria, la famosa Sissy. Si trova vicino al villaggio di Gastouri, in passato dimora del filosofo Petros Armenis Vrailas. La costruzione è stata eretta nello stile architettonico di Pompei, pur contenendo elementi di stile ionico e romano.
La villa è stata chiamata "Achillion" in onore di Achille, l'eroe greco che l'imperatrice ammirava.
Dopo la morte di questa, nel 1898, Achillion è rimasto disabitato per nove anni, fino all'acquisto da parte dell'imperatore di Germania Guglielmo II nel 1907.
Il Kaiser ha apportato alcune modifiche sia all'interno che all'esterno del palazzo: ha tolto le due statue di Achille, ha aggiunto un edificio, che ha battezzato Casa dei Cavalieri, dove venivano ospitati i suoi battaglioni, ed ha riorganizzato il giardino.
Durante le due guerre mondiali il palazzo fu utilizzato come ospedale e quartier generale militare. Dopo la seconda guerra mondiale, Achillion passò di proprietà pubblica. All'interno del palazzo si possono ammirare bellissimi dipinti di pittori italiani e austriaci, tra i quali il più famoso è un dipinto di Aggelos Gialinas, pittore di Corfù. Nella reception si trova uno degli affreschi di maggior pregio, che illustra l'eroe greco Achille mentre trascina il cadavere di Ettore fuori dalle mura di Troia.
Nelle camere, si possono ammirare gli effetti personali di Elisabetta e Guglielmo II, tra i quali mobilia e gioielli. Vi si trovano esposte anche statue raffiguranti eroi della storia e della mitologia dell'antica Grecia, così come ritratti e vasi decorati.
Anche le decorazioni della cappella cattolica ospitata all'interno del palazzo sono di suggestiva bellezza. Nei giardini, sparse tra le fontane e la vegetazione, si trovano altre statue, raffiguranti le Nove Muse ed antichi filosofi greci, ed una grande statua raffigurante Achille realizzata nel 1909 dallo scultore tedesco Goetz, su richiesta di Guglielmo II.
Tra le più notevoli la statua di "Achille morente", creata dallo scultore tedesco Gustav Earnest Herter.
Nella villa si trova anche un altro edificio, utilizzato in origine per ospitare carrettieri carrozze e cavalli.

Palazzo dei Santi Giorgio e Michele: Il palazzo, costruito nello stile architettonico in voga durante il regno di Re Giorgio, si trovano vicino alla Spianada. Fu realizzato dal maggiore inglese S. Whitmore. Gli inglesi iniziarono la costruzione nel 1819 e la conclusero nel 1823. Era in origine utilizzato come dimora per l'alto commissario inglese. In seguito divenne sede del Battaglione monastico di San Michele e San Giorgio, fondato nel 1818 da illustri personalità inglesi che abitavano le colonie delle isole Ionie. Successivamente, dal 1864 al 1913, è stato utilizzato come residenza reale estiva.
Oggi il palazzo ospitano la Biblioteca Pubblica, La Sovrintendenza alle Antichità Classiche ed il Museo d'Arte Asiatica, donato dalla famiglia Manou. All'interno dell'edificio le camere sono decorate con rappresentazioni mitologiche dell'isola ionica, realizzate dall'artista Prosalentis. Vi si trovano anche sontuosi lampadari, e sulle finestre sono presenti medaglie conquistate da San Michele e San Giorgio. Nei giardini, splendidamente decorati, domina la statua dell'Alto Commissario inglese F. Adam.

Fortezze

La fortezza bizantina nota come Angelokastro (Castello dell'Angelo) si trova vicino a Krini, di fronte a Paleokastritsa, ad una altitudine di 330 metri sul livello del mare. Fu eretta nel 13° secolo da Michele I Doukas despota dell'Epiro e dal figlio Michele II Doukas. Vuole la tradizione che il fondatore stesse cercando la rocca più pericolosa e ripida per costruire una fortezza, e perciò scelse l'area di Angelokastro, donatagli in concessione dell'arcivescovo dell'Epiro.
Scopo della fortezza era quello di proteggere le popolazioni locali dai pirati provenienti dalla costa africana e dai Veneziani. Per un lungo periodo di tempo qui si trovava la capitale dell'isola, e qui risiedeva il governatore.
Nel 1403 il castello resistette con successo agli assalti dei pirati genovesi.
All'ingresso del castello si può vedere una porta ad arco che introduce all'interno dove però si trovano solo rovine delle antiche stanze e dei magazzini. In una caverna oscura si trova una chiesa dedicata agli arcangeli Gabriele e Michele, dentro alla quale si può ammirare uno straordinario affresco di Maria Vergine.


La Fortezza di Gardiki: La fortezza, di origine bizantina, si trova su una collina posta tra Agios Mathaios e Messogi.
Si dice che sia stata costruita da Michele II Doukas. Gli unici resti dell'antico castello sono le rovine, risalenti al 13° secolo. La fortezza era costituita da otto robuste torri che davano alla pianta la forma ottagonale. Recenti scavi nell'area circostante hanno dato alla luce tracce di insediamenti risalenti al Paleolitico.

La fortezza sorge sulla collina di Agios Markos, dove un tempo si trovava il vecchio porto. Costruita dai veneziani (1576-1589), è stata in seguito rimaneggiata da inglesi e francesi.
La fortezza era composta da due bastioni e da due castelli. A sinistra, c'era il bastione di Sarandaris e il bastione di Agios Athanassios, entrambi legati al castello da un triplo muro di cinta. Le due fortezze, la nuova e l'antica, erano collegate da un portico sotterraneo e da un muro a bastioni che circondava la zona della città contemporanea. Ai bastioni della Fortezza Nuova si accedeva tramite corridoi, tunnel e gallerie sotterranee. Oggi restano solo più due porte, riportanti l'emblema del leone di San Marco.
La nuova fortezza aveva un importante ruolo nella difesa della città, ed anche nei conflitti moderni tra i suoi portici la popolazione dell'isola ha trovato rifugio.
La fortezza è famosa grazie per la sua imponente architettura.

La Vecchia Fortezza è situata su un isolotto unito alla città da un ponte in muratura che un tempo era invece di legno e si poteva muovere.
Prima del ponte si può ammirare la statua marmorea del maresciallo maresciallo Schulenburg, che ha coraggiosamente difeso l'isola durante l'assedio turco del 1716.
Realizzata dallo scultore ed architetto italiano A. Corradini durante il dominio veneziano, la statua era originariamente collocata all'interno della fortezza. Tra la Vecchia Fortezza e la città, si trova il canale di Contra Fossa (150 m. di lunghezza, 10-15 metri di larghezza), con i bastioni Saborniano e Martinego. La costruzione dell'edificio venne iniziata dai Veneziani dopo l'assedio turco nel 1537, e venne completata nel 1588. Aveva quattro porte e due rocche (Korifes), dai quali l'isola prende il nome di Corfù.
La prima delle due (51 m. di altezza) fu costruita dai bizantini e venne chiamata "Castell del Mar" o "Castell Vecchio", mentre la seconda, costruita dai Veneziani, era chiamata "Castell di Terra ", o "Castell Nuovo ". I Veneziani hanno esteso la città oltre le mura dell'antica fortezza, ed all'interno sono stati edificati porticati, prigioni, magazzini ed edifici per ospitare soldati, nobili e politici.
La città nuova necessitava perciò di una nuova serie di fortificazioni e di una nuova fortezza.
Gli archi sotterranei della fortezza dimostrerebbero la teoria per cui questa era collegata con tunnel sotterranei all'isolotto di Ptihia (o Vido) posto di fronte.
Oggi si possono ancora vedere i resti delle mura venete, le fortificazioni aggiuntive costruite dagli inglesi, la torre dell'orologio, alcuni edifici in stile dorico e la chiesa di Agios Georgios, costruita nel 1840, durante l'occupazione inglese.

Monasteri e chiese

La chiesa di Agios Spiridonas è dedicata al santo patrono dell'isola di Corfù. Venne costruita nel 1589, in sostituzione della precedente chiesa dedicata al patrono che era stata demolita in seguito alla costruzione della cinta muraria.
San Spiridione aveva preso parte al concilio ecumenico tenutosi a Nizza nel 325 DC.
All'esterno della chiesa si può vedere un alto campanile merlato con orologio che ricorda quello della chiesa di San Giorgio a Venezia.
All'interno della chiesa si trova un tempio realizzato dall'architetto M. Mawers con marmi di Carrara e Paro. Il pittore Spyros Prosalentis ha realizzato le icone presenti sul tempio della chiesa. Il tesoro più prezioso della chiesa è il sacrario d'oro realizzato a Venezia nel quale sono conservati i resti di San Spiridione. Inizialmente i resti del santo erano conservati a Costantinopoli, ma dopo la caduta della città furono trasferiti sull'isola di Corfù.
Le meravigliose icone sulla cupola presentano cornici dorate, divise in 17 pezzi, e rappresentano, tra le altre immagini, momenti salienti della vita del santo.
Le icone, inizialmente realizzate dall'agiografo Doxaras Panagiotis nel 1727,sono state in seguito sostituite, a causa del degrado in cui versavano, dovuto all'umidità, da copie realizzate da tra il 1850 ed il 1870. Il 12 dicembre si tiene la festa in onore del santo.
Le litanie di Agios Spiridonas, risalenti all'epoca veneziana e strettamente collegate alla storia dell'isola sono molto famose.

Panagia Xenon: Questa basilica a tre navate si trova nel capoluogo dell'isola.
In un primo momento apparteneva agli Epiroti migrati sull'isola in seguito alle persecuzioni dei Turchi.
L'interno della chiesa è di notevole interesse, con icone preziose, arredi sacri ed offerte votive, molte delle quali trasferite qui da altre chiese dell'Epiro.
Le icone realizzate dall'artista greco Tzanes, sono di grande pregio, così come lo sono le agiografie dei santi dipinte da N. Kountouzis nel 18 ° secolo.

Il monastero di Platitera fu costruito nel 18° secolo DC, nel quartiere Mandouki di Corfù. Fu ricostruito dopo che, nel 1799, era stato distrutto dai Francesi durante la guerra franco-russo-turca. All'interno della chiesa, si può ammirare un'icona in legno intagliato realizzata da Nikolaos Koutouzis, preziose icone provenienti dalla Scuola d'Arte Ionia e Cretese e diversi dipinti di epoca post-bizantina, trai quali una “Ultima Cena” ed un “Battesimo” di Nikolaos Kandounis, una "Apocalisse" di Poulakis Theodoros, una "Vergine Maria che tiene un bambino" di Emanuel Tzane e un "Giudizio Universale” di Klotzas. Nella zona si può anche visitare la tomba di Ioannis Kapodistias, governatore della Grecia e la tomba di Fotis Tzavelas, valoroso combattente greco durante la guerra di indipendenza greca.

Monastero Di Panagia Paleokastritsa: Questo monastero venne costruito nel 1228 DC sulla cima del colle Paleokastritsa. La chiesa del monastero, il cortile e le celle dei monaci risalgono ai secoli successivi, intorno al 18° secolo.
Il monastero possiede una piccola ma preziosa collezione di icone bizantine e post-bizantine, libri sacri, oggetti e paramenti sacri.